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Emergenza e volontariato di Vincenzo Carlini
Inserito il 22 dicembre 2011 alle 17:00:24 da Postmaster.

Alluvioni autunno 2011

Si è a lungo dibattuto nelle settimane dell'autunno del 2011, sulle emergenze dovute alle intense precipitazioni atmosferiche che hanno procurato ingenti danni nel nostro paese. Fiumi di acqua e fango  hanno invaso le strade cittadine, trascinando via tutto ciò che hanno trovato sulla loro corsa impazzita,  anche vite umane,  sottraendole all’affetto dei propri cari.  Il nostro paese da sempre è estremamente vulnerabile dal punto di vista idrogeologico e  l’attività  dell’uomo non sta affatto prendendosi cura di questa criticità, anzi la sta  esasperando. Le drammatiche immagini che hanno portato nelle nostre case morte e distruzione sono figlie di una serie di cause: la maggiore frequenza ed intensità delle precipitazioni, così come la mancanza di interventi di prevenzione e riduzione del rischio, la forte concentrazione urbanistica, la vetustà dei sistemi di raccolta delle acque piovane, l’insufficienza delle attività di manutenzione della rete fognaria stessa, la sottostima dei possibili scenari di emergenza e la loro gravità, l’insufficiente conoscenza del territorio e dei rischi in esso presenti. 
Con la  semplice applicazione del buon senso ove non si arrivi con le risorse tecniche e finanziarie si può fare di più, si deve fare di più. Informazione diffusa  ai cittadini sui rischi insiti nel territorio, l’addestramento agli scenari ed alle simulazioni e procedure di emergenza, l’adozione di comportamenti adeguati e misure preventive sicuramente non risolverebbero il problema del rischio idrogeologico ma ci aiuterebbero a gestirlo, ad affrontarlo con maggior preparazione e consapevolezza  e magari salverebbero qualche vita.   
Un volontario di Protezione Civile Sandro Usai il 25 ottobre scorso, nel comune di Monterosso (La Spezia) ha perso la vita sacrificandola per salvare qualcun altro; ai suoi funerali sulla sua bara solo il giubbetto della sua divisa. La foto corre sul web accompagnata da queste poche parole: "Dove sono i tricolori sulla bara e i ministri commossi? Dove sono i funerali di Stato e le dirette televisive? Dove sono le lacrime e gli editoriali delle "grandi firme"? Forse è meglio così, gli eroi muoiono in silenzio, con il giubbotto della Protezione civile."

Funerali Volontario Monterosso

Migliaia di volontari con la divisa e non solo,  sono stati impegnati in quei giorni a portare aiuto, conforto, assistenza, supporto nelle zone colpite, altre migliaia sono in preallerta  nelle associazioni, pronti a partire in caso di necessità.
Volontari come Usai,  al momento del bisogno, quando il paese chiama, lasciano tutto perché hanno la solidarietà e  la generosità  nel proprio DNA. Ci piacerebbe che anche chi istituzionalmente ha la responsabilità di  prendersi cura del territorio, delle persone, dei loro beni stesse al fianco dei volontari e dei cittadini con la pala in mano, la schiena curva, il fango e l’ acqua fino alle ginocchia, con poco riposo e molto stress emotivo o stesse nella condizione mentale di chi ha perso tutto, anche gli affetti più cari........ma forse chiediamo troppo a queste persone, sarebbe sufficiente che ragionassero col buon senso dei volontari, ma……… NON SONO VOLONTARI.
  

 
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